In 30 secondi: un'analisi di GlobalPETS del 13 marzo 2026 parla di ottimismo cauto sulle acquisizioni nel settore pet. Tassi più bassi e mercati forti potrebbero favorire più operazioni, ma per gli esperti è presto per parlare di piena ripresa. Per gli esperti intervistati, la salute animale è il segmento più attraente. I dati citati riguardano soprattutto Stati Uniti e mercato globale: sull'Italia la fonte non dice nulla.
Lavori nella filiera veterinaria o pet e senti parlare sempre più spesso di gruppi, acquisizioni e investitori. Vale la pena capire dove guardano i grandi capitali, anche se oggi gestisci un ambulatorio o una piccola azienda.
Le acquisizioni nel settore pet nel 2026 sono il tema di un'analisi GlobalPETS di marzo, firmata da Thaís Matos. La riprendiamo ora perché aiuta a leggere le tendenze del settore. Teniamo però un punto fermo: si tratta di uno scenario di possibile ripresa, con dati soprattutto statunitensi e globali. Qui ti spieghiamo cosa dice e cosa può significare per te.
Le acquisizioni nel settore pet sono ripartite nel 2026?
Secondo l'analisi di marzo 2026, è presto per parlare di piena ripresa. Gli esperti si aspettano movimento, ma con cautela. Il clima descritto è di ottimismo cauto.
Tassi più bassi e mercati finanziari forti potrebbero favorire più operazioni nel corso del 2026. Allo stesso tempo, finanze strette e incertezza spingono a muoversi con prudenza. Il 2025 è stato un anno più tranquillo rispetto agli anni di picco. Oleksandr Pidlubnyy, Senior Portfolio Manager di Allianz Global Investors, lo collega soprattutto alla normalizzazione dopo il boom pandemico.
Ci sono anche freni concreti. L'articolo cita inflazione più alta, fiducia dei consumatori più debole e costi di input e lavoro in aumento. Questi costi pesano soprattutto nei servizi veterinari e specialistici.
Perché la salute animale è il segmento più attraente?
Per gli esperti intervistati da GlobalPETS, la salute è il segmento che attira di più. Anna Skaya, General Partner di AniVC, indica in particolare diagnostica, longevità e prevenzione.
Pidlubnyy offre una chiave di lettura sulla spesa. Ha detto che la spesa per salute e cura degli animali "has historically proven less cyclical than broader discretionary consumption". In traduzione: si è storicamente dimostrata meno ciclica dei consumi discrezionali in generale.
Anche i multipli medi di Cascadia Capital vanno nella stessa direzione. Cascadia ha analizzato oltre 215 transazioni dal 2010 con multipli dichiarati. Negli ultimi 15 anni il multiplo EBITDA medio della salute animale è stato 19,7x, il più alto tra i segmenti analizzati da Cascadia. Seguono veterinario a 17,3x, consumabili a 12,6x, retail a 10,6x e prodotto a 8,8x. La fonte non specifica l'area geografica di queste transazioni.
Chi sta comprando nel settore pet?
Negli USA crescono gli acquirenti strategici, cioè aziende che comprano altre aziende del settore. Secondo Cascadia Capital, sono passati dal 17% delle operazioni nel 2015 al 32% nei primi nove mesi del 2025. Il private equity vale circa l'11% delle acquisizioni USA. Aarti Kapoor, Managing Director di Cascadia, segnala che ha ancora molta liquidità da investire.
Gli acquirenti strategici fanno spesso operazioni più piccole, mirate a redditività e capacità specifiche, spiega Skaya. Kapoor parla di logica "buy vs build": si compra ciò che altrimenti andrebbe sviluppato in casa.
Nel veterinario, Tom Elliott, Managing Director di Capstone Partners, cita i grandi consolidatori. Sono gruppi che acquisiscono e riuniscono più strutture. Tra questi indica VCA Animal Hospitals, di Mars, e National Veterinary Associates, di JAB Holding Company.
Fuori dal veterinario, l'articolo cita altre operazioni:
- nelle assicurazioni, Embrace Pet Insurance ha acquisito nel 2025 il portafoglio polizze di Healthy Paws (dato DataM Intelligence);
- sempre nelle assicurazioni, Santévet ha acquisito la maggioranza di Tedaisy a luglio;
- nell'online retail, Zoomalia è stata acquisita a fine dicembre da Holding Nicole.
Quanto investe il venture capital nel pet?
Secondo PitchBook, citato nell'articolo, nel 2025 il venture capital globale nel pet ha mosso circa 900 milioni di dollari (755 milioni di euro). Le operazioni sono state 262. In Europa sono state 62, per 267,3 milioni di dollari (226 milioni di euro). Negli USA 78 operazioni, per 411,2 milioni di dollari (344 milioni di euro).
⚠️ Attenzione ai numeri: sono dati globali, europei e statunitensi. La fonte non riporta dati sul mercato italiano, quindi è opportuno non trasferirli in modo automatico alla nostra realtà.
Quali sono i rischi per chi investe nel pet?
I rischi citati sono valutazioni elevate, fiducia dei consumatori in calo, differenziazione debole e costi alti per acquisire clienti. Pidlubnyy avverte che valutazioni elevate aumentano il rischio di pagare troppo. Una ricerca McKinsey di dicembre 2025, citata da Cascadia, segnala una fiducia dei consumatori in calo netto rispetto a inizio 2025.
Skaya indica la differenziazione debole e i costi di acquisizione clienti alti. Elliott osserva poi che le aziende di prodotto con performance deboli aspettano a vendere. Sulle IPO gli esperti restano cauti. Secondo Elliott, alcune aziende in mano al private equity potrebbero valutarle, con la salute come candidato più probabile.
Cosa significa per la tua struttura
L'analisi parla del mercato internazionale, non dell'Italia. Secondo noi offre comunque spunti utili a chi lavora nella filiera:
- Per gli esperti, la salute animale è il segmento che attira più attenzione. Diagnostica, prevenzione e longevità sono le aree citate;
- Gli acquirenti cercano capacità specifiche. Una struttura con servizi ben definiti è più facile da leggere, anche per un partner;
- I costi del lavoro pesano sui servizi veterinari. Tenere sotto controllo l'organizzazione interna resta una priorità;
- La differenziazione conta. Spiegare bene cosa fai e per chi lo fai ti rende riconoscibile su Google, sui social e nelle risposte dell'AI.
Il nostro consiglio è leggere questi trend come contesto, senza ansia e senza decisioni affrettate. Se pensi a crescita o partnership, è opportuno confrontarti con consulenti finanziari e legali.
In conclusione
L'analisi di GlobalPETS di marzo 2026 descrive le acquisizioni nel settore pet in possibile ripresa, con ottimismo cauto e diversi freni. Per gli esperti intervistati la salute animale è il segmento più attraente, e nei dati Cascadia ha i multipli medi più alti. I dati sono soprattutto USA e globali e non dicono nulla sul mercato italiano.
Per chi lavora nella filiera, il segnale utile è dove va il valore: salute animale e capacità specifiche. Su questi temi conviene restare aggiornati, settimana dopo settimana.
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Fonte: Deal or no deal? Pet industry M&A in 2026, GlobalPETS (Thaís Matos), 13 marzo 2026