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    Organoidi cerebrali e ricerca animale: la tesi EARA

    Francesca | GenV Marketing veterinarioPubblicato il 25 ottobre 20265 min di lettura

    In 30 secondi: Kirk Leech, Executive Director della European Animal Research Association (EARA), ha firmato un articolo di opinione su una ricerca di Stanford sugli organoidi cerebrali umani. Per lui la ricerca mette in discussione le affermazioni semplicistiche secondo cui i nuovi metodi possano sostituire direttamente la ricerca con animali. Secondo EARA combinare i due approcci può dare informazioni che nessuno dei due ottiene da solo: è la posizione di un'associazione che sostiene la ricerca con animali.

    Se lavori nella filiera della salute animale, il dibattito sulla sperimentazione animale e sui metodi alternativi ti riguarda da vicino, anche quando non fai ricerca. Può arrivare nelle domande dei caregiver, nei corsi, nei confronti tra colleghi e sui social. Questo articolo ti aiuta a capire cosa sostiene EARA, su quali basi e con quali limiti informativi, così da poterne parlare con precisione.

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    Qual è la tesi di EARA su organoidi cerebrali e ricerca animale?

    EARA sostiene che una ricerca di Stanford mette in discussione le "affermazioni semplicistiche" secondo cui organoidi e altri New Approach Methodologies (NAM) possono sostituire direttamente la ricerca con animali. Nel testo originale, in inglese, si parla di "simplistic claims that organoids and other New Approach Methodologies (NAMs) can straightforwardly replace animal research". Per l'associazione, combinare i NAM con i modelli animali può dare informazioni che nessuno dei due approcci, da solo, riesce a ottenere.

    L'autore è Kirk Leech, Executive Director di EARA. Il pezzo è uscito prima su LinkedIn, dove secondo EARA ha superato le 50.000 visualizzazioni, e l'associazione lo ha poi ripubblicato sul proprio sito come notizia e come statement. La pagina non riporta una data di pubblicazione.

    Cosa ha mostrato la ricerca di Stanford, secondo EARA?

    Secondo EARA, la ricerca di Stanford mostra che organoidi cerebrali umani trapiantati in animali possono sviluppare caratteristiche che non si riproducono quando il tessuto cresce solo in laboratorio. Gli organoidi cerebrali sono tessuto cerebrale coltivato in laboratorio. Da qui parte il titolo dell'articolo: per far funzionare quel tessuto come un cervello, scrive EARA, bisogna inserirlo in un animale. La frase con cui EARA riassume il senso del lavoro è questa: "The work highlights the importance of the living biological environment for understanding complex processes such as brain development and function". Tradotto: il lavoro evidenzia l'importanza dell'ambiente biologico vivente per comprendere processi complessi come lo sviluppo e il funzionamento del cervello.

    Cosa la fonte non dice

    La pagina di EARA non indica i nomi dei ricercatori di Stanford, la specie animale usata né le procedure seguite. Chi vuole valutare la ricerca nel merito dovrebbe leggere la pubblicazione scientifica di Stanford. In questo caso la descrizione della ricerca è breve, e la tesi è quella dell'associazione.

    Perché il tema riguarda anche la filiera veterinaria

    Perché il confronto tra metodi alternativi e ricerca con animali tocca il benessere animale, la ricerca sui farmaci e la percezione pubblica della professione. EARA ha anche pubblicato un'indagine tra le aziende farmaceutiche che mette in discussione la cifra del 90% di fallimenti dei test su animali nello sviluppo dei farmaci. Secondo EARA, il sondaggio rileva un ampio uso di metodi non animali nelle fasi iniziali dello sviluppo dei farmaci. Anche quella è una lettura dell'associazione, inserita nello stesso dibattito.

    Nel dibattito c'è chi spinge verso metodi che riducano l'uso di animali nella ricerca e chi, come EARA, ritiene che oggi questi metodi funzionino meglio insieme ai modelli animali. Conoscere entrambe le posizioni, e sapere da chi arrivano, ti aiuta a rispondere con equilibrio quando il tema emerge.

    Cosa significa per te

    Significa che, se l'argomento emerge in ambulatorio, in aula o sui social, puoi riportare la posizione di EARA per quello che è. È l'opinione di un'associazione che sostiene la ricerca con animali, basata su una ricerca di Stanford descritta in modo sintetico. Il nostro consiglio è di citare sempre chi sostiene cosa, distinguendo le opinioni dai risultati scientifici. Se ne parli online, ricorda che molte persone si informano su questi temi tramite le ricerche Google, AI e dei social. Un contenuto che indica fonti e limiti aiuta chi legge a orientarsi in un dibattito delicato.

    Il punto

    EARA, con un articolo del suo Executive Director Kirk Leech, sostiene che sia semplicistico affermare che organoidi e altri NAM possano sostituire direttamente la ricerca con animali. Per l'associazione i due approcci insieme possono dare informazioni che nessuno dei due ottiene da solo. La tesi si appoggia a una ricerca di Stanford di cui la fonte non riporta dettagli su ricercatori, specie e procedure. Per noi è una posizione da conoscere e da riportare con precisione.

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    Domande frequenti

    Qual è la posizione di EARA sugli organoidi cerebrali e la ricerca animale?

    EARA, la European Animal Research Association, si esprime in un articolo del suo Executive Director Kirk Leech. Secondo EARA, una ricerca di Stanford mette in discussione le affermazioni semplicistiche secondo cui organoidi e altri New Approach Methodologies (NAM) possono sostituire direttamente la ricerca con animali. Per EARA combinare NAM e modelli animali può dare informazioni che nessuno dei due approcci ottiene da solo.

    Cosa ha mostrato la ricerca di Stanford citata da EARA?

    Secondo EARA, la ricerca di Stanford mostra che organoidi cerebrali umani trapiantati in animali possono sviluppare caratteristiche che non si riproducono quando il tessuto cresce solo in laboratorio. La pagina di EARA non indica i ricercatori, la specie animale né le procedure usate.

    Che cosa sono i New Approach Methodologies (NAM)?

    New Approach Methodologies (NAM) è il termine usato da EARA per i nuovi metodi di ricerca, come gli organoidi. Nell'articolo di EARA sugli organoidi cerebrali, i NAM sono il termine di confronto con i modelli animali.

    Chi è EARA e dove è stato pubblicato l'articolo sugli organoidi cerebrali?

    EARA è la European Animal Research Association, un'associazione che sostiene la ricerca con animali. L'articolo sugli organoidi cerebrali è di Kirk Leech, Executive Director di EARA. È uscito prima su LinkedIn, dove secondo EARA ha superato le 50.000 visualizzazioni, e poi è stato ripubblicato da EARA come notizia e come statement dell'associazione.

    Fonte: To make lab-grown brain tissue behave like a brain, you have to put it in an animal, Kirk Leech, EARA (European Animal Research Association).

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