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    Pet Design al Politecnico: la pet economy sta creando nuove professioni

    Francesca | GenV Marketing veterinarioPubblicato il 26 giugno 20263 min di lettura

    Per anni "lavorare nel mondo degli animali" voleva dire una cosa sola: fare il veterinario. Oggi non è più così. La prova arriva da un nome che pesa: il Politecnico di Milano. Attraverso POLI.design lancia la prima edizione del Corso Executive in Pet Design for Product and Services. Quaranta ore in formato blended, dal 9 ottobre al 12 dicembre 2026, con sessioni informative il 13 e 14 luglio.

    Non è un dettaglio per addetti ai lavori. È un segnale per chiunque guardi al settore pet e si chieda da dove iniziare.

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    Cosa è successo, in breve

    Un'istituzione accademica di primo piano ha deciso che progettare prodotti e servizi per gli animali merita un percorso formativo dedicato. Significa che attorno al pet non ruotano più solo cliniche e ambulatori, ma anche design, prodotto, esperienza, servizi. E dove nasce formazione strutturata, nascono professioni.

    Quando un Politecnico apre un corso su un tema, sta leggendo una domanda di mercato. La sta certificando.

    Perché questa notizia riguarda chi vuole entrare nella filiera

    Se stai valutando come inserirti nel mondo pet o vet, questa notizia ti dice due cose. La prima: il settore si sta allargando oltre la clinica, e si apre a competenze che prima sembravano lontane. La seconda: la pet economy in Italia non è una nicchia. È un mercato che, secondo il Rapporto Assalco-Zoomark 2026, vale 5,3 miliardi di euro. Un mercato di queste dimensioni ha bisogno di figure nuove.

    Designer di prodotto, sì. Ma intorno a loro anche chi si occupa di comunicazione, marketing, contenuti, formazione, servizi. Ruoli che fino a pochi anni fa, nel pet, semplicemente non esistevano.

    La filiera pet non è solo "fare il veterinario"

    È il punto che cambia tutto per chi parte da fuori. Nella filiera convivono professionisti clinici e una galassia di figure non cliniche: chi sviluppa prodotti, chi li racconta, chi gestisce gli e-commerce, chi forma, chi crea contenuti sulla salute animale. Un corso come quello del Politecnico mette in luce proprio questa seconda parte, quella meno raccontata ma in forte crescita.

    Non serve una laurea in veterinaria per essere rilevanti qui. Serve capire il settore, parlarne con proprietà e scegliere il ruolo giusto per le proprie competenze.

    Quali competenze chiede oggi il mercato pet

    Il mercato pet chiede una combinazione precisa: conoscenza del settore e competenze trasversali spendibili. Conoscere il settore significa sapere come funziona la filiera, chi sono gli attori, quali sono le regole, in particolare quelle sulla comunicazione della salute animale. Le competenze trasversali sono quelle che porti già con te o che puoi costruire: design, marketing, scrittura, gestione di progetti, capacità di stare sui social.

    È l'incrocio tra le due a renderti assumibile o ingaggiabile. Una competenza generica, calata in un settore che conosci davvero, diventa un profilo raro.

    Come prepararti se parti da zero

    Non devi iscriverti per forza a un master per iniziare. Il primo passo è capire la mappa: chi fa cosa nella filiera, dove sono le opportunità, quali percorsi portano dove. Il secondo è posizionarti, soprattutto su LinkedIn, mostrando che stai imparando e che il settore ti interessa sul serio. Il terzo è scegliere una direzione e costruire competenza lì, invece di rincorrere tutto.

    Un corso del Politecnico è una delle porte. Ce ne sono molte altre, più accessibili, per orientarsi prima di investire tempo e denaro.

    In sintesi

    La pet economy cresce, si struttura e crea lavori che ieri non c'erano. Il corso di Pet Design del Politecnico è la fotografia di questo movimento. Per chi vuole entrare nel settore, la buona notizia è che c'è spazio per profili diversi dal veterinario clinico. La meno scontata è che serve un metodo per orientarsi, prima ancora che una specializzazione.

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