In 30 secondi: il decreto legislativo 7 ottobre 2026, n. 179 (d.lgs. 179/2026) adegua la normativa italiana all'AI Act europeo. Entra in vigore il 23 ottobre 2026. Secondo la sintesi di ANMVI Oggi, per i professionisti prevede due novità. L'uso di sistemi di IA può comportare una modulazione dell'equo compenso. La formazione continua dovrà includere percorsi sull'intelligenza artificiale. I parametri sul compenso, anche quelli veterinari, saranno definiti entro il 23 ottobre 2027.
Sei un veterinario libero professionista o guidi una struttura, e forse usi già strumenti di intelligenza artificiale. Magari per scrivere una comunicazione al cliente o per organizzare il lavoro. Da questo mese il tema ha anche regole italiane più precise.
Il decreto riguarda tutti i professionisti, veterinari compresi. Interviene su due punti: come l'uso dell'IA può incidere sulla parcella e quale formazione ti verrà chiesta. Qui ti spieghiamo cosa riporta la notizia, cosa ancora non dice e come puoi prepararti con calma.
Che cos'è il decreto legislativo 179/2026?
Il decreto legislativo 179/2026 è il provvedimento che adegua la normativa nazionale al Regolamento (UE) 2024/1689 sull'intelligenza artificiale, il cosiddetto AI Act. Porta la data del 7 ottobre 2026 ed è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana l'8 ottobre 2026. Entra in vigore il 23 ottobre 2026.
La notizia arriva da ANMVI Oggi, che il 9 ottobre ne ha pubblicato una sintesi. Secondo questa sintesi, il testo richiama la cosiddetta "Legge IA", che orienta i provvedimenti nazionali verso un uso corretto, trasparente e responsabile dell'IA. Per chi lavora nella filiera veterinaria, secondo noi, gli articoli da conoscere sono soprattutto due. Sono l'articolo 49 sull'equo compenso e l'articolo 51 sulla formazione manageriale in sanità.
Il decreto legislativo 179/2026 cambia il compenso dei veterinari?
Può cambiarlo, ma oggi non si sa come: secondo la sintesi di ANMVI Oggi, il decreto parla solo di modulazione dell'equo compenso. L'uso di sistemi di IA da parte del professionista può comportare questa modulazione. La modulazione dipende dalla classificazione di rischio del sistema usato, secondo il Regolamento europeo. La notizia parla di modulazione, senza indicare una cifra o una direzione.
Questo punto merita attenzione, perché è facile leggerlo in modo sbagliato. La sintesi non dice se il compenso salirà o scenderà, né di quanto. Indica solo che i parametri saranno definiti entro dodici mesi dall'entrata in vigore, quindi entro il 23 ottobre 2027. L'adeguamento riguarderà anche i parametri veterinari.
⚠️ Attenzione alle interpretazioni: finché i parametri non saranno pubblicati, ogni ipotesi su aumenti o riduzioni del compenso resta un'ipotesi. Secondo noi è opportuno diffidare di chi oggi promette numeri precisi.
Perché conta la classificazione di rischio dei sistemi di IA?
La classificazione di rischio conta perché è il criterio scelto dal decreto per collegare IA e compenso. Il Regolamento IA prevede una classificazione di rischio dei sistemi, e l'eventuale modulazione dell'equo compenso si baserà su questa.
In pratica, sapere quali strumenti usi e a quale categoria appartengono potrà diventare un'informazione utile anche per la parte economica. Il nostro consiglio è iniziare fin da ora a tenere traccia dei sistemi di IA presenti nella tua struttura. Basta un elenco semplice: cosa usi, per quale attività e chi lo usa.
Quale formazione sull'IA dovranno fare i professionisti sanitari?
Secondo la sintesi di ANMVI Oggi, la formazione continua dei professionisti sanitari dovrà includere percorsi sull'uso dell'intelligenza artificiale. L'attenzione andrà ai sistemi usati nel proprio settore di riferimento, quindi per te a quelli della veterinaria.
Accanto alla parte tecnica, i percorsi dovranno coprire anche profili giuridici e deontologici. La notizia ne indica tre:
- la responsabilità del professionista;
- gli obblighi informativi verso il cliente;
- il principio antropocentrico.
La finalità indicata dal testo è "incentivare un impiego sicuro, competente, etico e responsabile delle tecnologie di intelligenza artificiale". La notizia di ANMVI Oggi non indica crediti ECM (Educazione continua in medicina) né date di avvio dei corsi.
Chi organizzerà i corsi sull'intelligenza artificiale?
I corsi sull'IA per i professionisti sanitari potranno organizzarli gli ordini professionali o le associazioni di categoria. Lo potranno fare anche in convenzione con università, enti pubblici di ricerca e istituzioni AFAM (Alta formazione artistica, musicale e coreutica).
Per i ruoli di gestione c'è poi l'articolo 51. Entro sei mesi Agenas, l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, dovrà individuare programmi formativi su alfabetizzazione e uso dei sistemi di IA. Questi programmi sono destinati ai corsi di formazione manageriale in sanità. Secondo noi, se hai ruoli di gestione, è un aggiornamento da seguire. La fonte però non specifica a chi saranno rivolti questi corsi.
Cosa significa per la tua struttura
Il decreto lascia tempo per organizzarsi. È utile però arrivare preparato quando parametri e corsi saranno definiti. Ecco da dove partiremmo noi:
- Mappa gli strumenti di IA che usi. Annota attività, utenti e scopo di ciascuno;
- Prepara un'informativa chiara per i clienti. Gli obblighi informativi verso il cliente sono tra i temi della formazione prevista;
- Segui le comunicazioni del tuo Ordine e delle associazioni di categoria. Sono tra i soggetti che potranno organizzare i percorsi formativi;
- Coinvolgi il team. Se in struttura più persone usano l'IA, è opportuno condividere regole d'uso comuni;
- Non anticipare conclusioni sul compenso. Aspetta i parametri ufficiali previsti entro il 23 ottobre 2027.
C'è anche un aspetto che riguarda la comunicazione. I tuoi clienti cercano informazioni su Google, sui social e sempre più spesso con l'AI. Spiegare con trasparenza come usi la tecnologia può rafforzare la fiducia e rendere più chiara la tua presenza online.
In conclusione
Il decreto legislativo 179/2026 applica l'AI Act anche alla professione veterinaria in due ambiti: equo compenso e formazione. Sul compenso la notizia parla di modulazione legata al rischio, con parametri attesi entro un anno. Sulla formazione, i percorsi dovranno includere aspetti tecnici, giuridici e deontologici.
Secondo noi il momento giusto per organizzarsi è adesso, con calma e senza allarmismi. Sapere quali strumenti usi e come li spieghi ai clienti ti aiuterà a farti trovare pronto quando arriveranno le regole di dettaglio.
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Fonte: IA: formazione ai professionisti, equo compenso in parcella, ANMVI Oggi, 9 ottobre 2026