Di cosa parliamo in questo articolo
- Come Google decide chi mostrare nelle ricerche locali;
- Il profilo dell'attività su Google, dalla creazione alla verifica;
- Categorie, orari, servizi, foto e post;
- Recensioni: come chiederle, come rispondere, cosa è vietato;
- Sito web, pagine locali e dati strutturati;
- Apple Maps, Bing e la coerenza dei dati sulle directory;
- La visibilità nelle risposte delle AI;
- I paletti deontologici per i veterinari;
- Quanto tempo ci vuole.
1. Come Google decide chi mostrare "vicino a te"
Secondo la guida ufficiale di Google Business Profile, i risultati locali dipendono da tre fattori: pertinenza, distanza ed evidenza. La pertinenza misura quanto il profilo corrisponde a ciò che la persona ha cercato, ed è per questo che informazioni complete e dettagliate aiutano Google a fare l'abbinamento. La distanza è quella tra l'attività e chi cerca, calcolata sulla posizione condivisa dall'utente o, se manca, su quella che Google conosce.
L'evidenza indica quanto un'attività è conosciuta, e Google la valuta anche in base ai link che riceve da altri siti, al numero di recensioni e alle valutazioni. La stessa pagina chiarisce che non è possibile pagare per un posizionamento locale migliore. La distanza non si può cambiare, mentre su pertinenza ed evidenza si può lavorare in modo concreto.
2. Il profilo dell'attività su Google: creazione e verifica
Il primo passo per comparire su Google Maps è avere un profilo dell'attività verificato, e la creazione è gratuita. Se il profilo non esiste ancora, si parte da business.google.com/add; se esiste già (capita spesso, perché può essere stato generato da segnalazioni di utenti), lo si cerca su Google Maps e si seleziona "Rivendica questa attività".
I metodi di verifica
Google sceglie quali opzioni proporre in base all'attività e a volte ne chiede più di una. I metodi previsti sono:
- telefono o SMS, con un codice inviato al numero dell'attività (i centralini automatici non possono riceverlo);
- email, seguendo le istruzioni inviate all'indirizzo indicato;
- videochiamata dal vivo con un operatore, solo in orario lavorativo;
- registrazione video, una ripresa continua di almeno 30 secondi che mostri la sede, l'insegna e la prova che gestisci l'attività, senza volti di terzi né dati sensibili;
- cartolina con un codice di cinque cifre, che di solito arriva entro 14 giorni e scade dopo 30.
Dopo l'invio, la revisione può richiedere fino a cinque giorni lavorativi.
Nome, indirizzo e aree servite
Il nome nel profilo deve essere quello reale dell'attività, lo stesso dell'insegna e del sito. Le linee guida vietano di aggiungere slogan, parole chiave, nomi di città o diciture come "vicino a": scrivere "Clinica Veterinaria Rossi – veterinario Padova urgenze" invece del solo nome può portare alla sospensione del profilo. L'indirizzo deve corrispondere a una sede con personale e un'insegna permanente, mentre gli uffici virtuali non sono ammessi.
Educatori cinofili, toelettatori a domicilio e veterinari che lavorano solo a casa del cliente rientrano tra le attività con area servita: in questo caso l'indirizzo, che spesso è quello di casa, va nascosto e si indicano fino a 20 aree per città o codice postale. Google chiede di non superare, di norma, le due ore di auto dalla sede.
3. Categorie, orari, servizi, foto e post
Categorie
Le categorie servono a descrivere l'attività in sé, e conviene sceglierne poche e specifiche. Google invita a usare la categoria più precisa per l'attività principale e a evitare di inserirne altre come semplici parole chiave.
Orari, festivi e urgenze
Gli orari devono essere quelli di apertura al pubblico, e per festività ed eventi straordinari si usano gli orari speciali. Per una clinica è utile aggiornarli con anticipo per Natale, Ferragosto e i ponti, perché chi cerca un veterinario in quei giorni lo fa spesso per un problema urgente. Se la struttura offre un servizio di urgenza o di reperibilità, è opportuno descriverlo con precisione nel profilo e sul sito, senza indicare orari o servizi che non vengono garantiti davvero.
Servizi, attributi e descrizione
Tra i consigli ufficiali c'è anche compilare gli attributi, come parcheggio o accessibilità. Nella descrizione le linee guida escludono promozioni, prezzi, offerte e link, quindi va usata per spiegare in modo sobrio che cosa fate e per quali animali.
Foto e post
Le foto devono mostrare l'attività com'è davvero. Google indica file JPG o PNG tra 10 kB e 5 MB, una risoluzione consigliata di 720 × 720 pixel, e sconsiglia filtri eccessivi, ritocchi pesanti ed effetti generati con l'AI. Suggerisce inoltre almeno tre foto ciascuna per esterno, interno, lavoro svolto e team. In ambito sanitario conviene evitare immagini in cui siano riconoscibili i clienti o i loro dati.
I post possono essere novità, offerte o eventi, si possono programmare e quelli più vecchi di sei mesi vengono archiviati, salvo date impostate. Per una struttura veterinaria è prudente usarli per informazioni utili, come orari estivi o nuovi servizi, tenendo presenti i limiti sulla comunicazione sanitaria di cui parliamo più avanti.
Domande e risposte
Google ha dismesso l'API delle domande e risposte il 3 novembre 2025, spiegando che la funzione e la sua esperienza d'uso stanno cambiando. Visto che questo spazio non è più un canale stabile, è opportuno pubblicare le risposte alle domande più frequenti (prenotazione, urgenze, specie trattate, parcheggio) sul sito, dove restano sotto il tuo controllo e possono essere lette anche da Google e dalle AI.
4. Recensioni: come chiederle, come rispondere, cosa è vietato
Le recensioni pesano sull'evidenza, quindi chiederle con regolarità è una delle azioni più utili per chi vuole più visibilità locale. Google mette a disposizione un link e un codice QR da condividere con i clienti, per esempio in un messaggio dopo la visita o su un cartello in sala d'attesa. Le norme sui contenuti permettono di sollecitare recensioni autentiche, senza incentivi e senza cercare di influenzarne il contenuto o il voto.
Cosa vietano le norme di Google
Le norme di Google sul coinvolgimento fasullo elencano pratiche precise da evitare:
- offrire sconti, prodotti, servizi gratuiti o denaro in cambio di una recensione o della rimozione di una negativa;
- chiedere recensioni solo ai clienti soddisfatti, o scoraggiare quelle negative;
- fare pressione perché la recensione venga scritta mentre il cliente è ancora in struttura;
- fissare al personale obiettivi sul numero o sul contenuto delle recensioni;
- pubblicare recensioni scritte da dipendenti, ex dipendenti, familiari o concorrenti, perché sono in conflitto di interessi.
Cosa dice la legge
In Italia le recensioni false sono anche una questione di legge. Il Codice del consumo, come modificato dal D.Lgs. 26/2023 in attuazione della direttiva Omnibus, considera in ogni caso ingannevole inviare o far inviare recensioni false o falsi apprezzamenti per promuovere i propri prodotti, e dichiarare che le recensioni provengono da clienti reali senza misure ragionevoli per verificarlo. La legge annuale sulle PMI del 2026 ha introdotto regole aggiuntive sulle recensioni, che riguardano però la ristorazione e le strutture turistiche.
Come rispondere
Google consiglia risposte cortesi, brevi e professionali, senza offerte o promozioni. Per le recensioni negative suggerisce di non rivelare dati del recensore, di invitarlo a un contatto diretto, di verificare cosa è successo e di riconoscere eventuali errori. Per i veterinari queste indicazioni si sommano al segreto professionale, come vediamo nella sezione 8.
5. Sito web, pagine locali e dati strutturati
Il profilo su Google funziona meglio se collegato a un sito che conferma le stesse informazioni. Una pagina per ogni sede, con indirizzo, orari, telefono, servizi, mappa e le domande frequenti, aiuta sia le persone sia i motori di ricerca. Chi ha più sedi dovrebbe creare pagine davvero diverse tra loro: Google Search Central considera spam le cosiddette pagine doorway, cioè pagine quasi identiche create per città diverse con l'unico scopo di intercettare le ricerche.
I dati strutturati
I dati strutturati sono un codice, di solito in formato JSON-LD, che descrive l'attività in modo leggibile dalle macchine. Per il tipo LocalBusiness Google richiede nome e indirizzo e consiglia coordinate, orari di apertura, telefono e URL. Indica anche di usare il sottotipo più specifico: per cliniche e ambulatori esiste VeterinaryCare, che su Schema.org è un sottotipo di MedicalOrganization. È opportuno sapere che il markup rende idonei a certe visualizzazioni ma non le garantisce, e che i dati devono coincidere con quanto è scritto nella pagina.
6. Apple Maps, Bing e la coerenza dei dati
Oltre a Google conviene presidiare anche Apple Maps e Bing, che raggiungono persone che non usano Google Maps. Apple Business Connect (oggi accessibile da business.apple.com) è gratuito e permette di rivendicare la scheda su Mappe e di gestire logo, orari, foto e dettagli, che compaiono anche in altre app Apple come Messaggi, Wallet e Siri. Bing Places for Business, rinnovato nell'ottobre 2025, è anch'esso gratuito e consente di importare i dati dal profilo Google.
Su tutte le piattaforme e directory, dai portali di settore alle pagine social, è opportuno usare gli stessi dati: nome, indirizzo, telefono e orari identici a quelli del profilo Google e del sito. Le informazioni contraddittorie confondono chi cerca e i motori di ricerca.
7. Farsi trovare nelle risposte delle AI
Sempre più persone chiedono a ChatGPT, Perplexity o alle AI Overviews di Google "un buon veterinario per gatti a Padova". Google Search Central precisa che per comparire nelle AI Overviews e in AI Mode non servono ottimizzazioni speciali né file dedicati all'AI: la pagina deve essere indicizzata e idonea a comparire con uno snippet, con contenuti importanti in formato testo e il profilo dell'attività aggiornato.
Anche le altre piattaforme seguono regole simili. OpenAI spiega che i siti che bloccano il crawler OAI-SearchBot non vengono mostrati nelle risposte di ricerca di ChatGPT, e Perplexity consiglia di consentire PerplexityBot nel file robots.txt. Prima di tutto conviene quindi verificare che il sito non blocchi questi crawler, e poi curare le stesse cose che servono per Google: informazioni chiare, coerenti e scritte in testo sulle pagine.
8. I paletti deontologici per i veterinari
Nelle risposte alle recensioni il veterinario resta vincolato al segreto professionale, anche quando è il cliente a raccontare pubblicamente la visita. Il Codice deontologico FNOVI impone di mantenere riservate le informazioni apprese nell'esercizio della professione, quindi una risposta non dovrebbe confermare che quell'animale è stato visitato, né citare diagnosi, terapie o costi. Una formula prudente ringrazia, prende atto della segnalazione e invita a un contatto privato.
La comunicazione online di cliniche e professionisti iscritti all'Ordine ricade inoltre nelle regole sulla comunicazione informativa sanitaria della L. 145/2018 (art. 1, commi 525 e seguenti), che escludono elementi promozionali o suggestivi. Nei post e nelle descrizioni è quindi opportuno restare su informazioni verificabili, come titoli, servizi, orari e modalità di accesso, ricordando anche che i farmaci veterinari soggetti a prescrizione non possono essere pubblicizzati al pubblico (Reg. UE 2019/6 e D.Lgs. 218/2023). Il Codice chiede infine correttezza e rispetto verso i colleghi, il che esclude confronti con altre strutture della zona.
9. Quanto tempo ci vuole
Non esiste una tempistica garantita. Per la verifica del profilo Google indica fino a cinque giorni lavorativi di revisione, mentre per il sito la sua guida SEO spiega che alcune modifiche hanno effetto in poche ore e altre in diversi mesi, suggerendo di aspettare qualche settimana prima di valutare. Le recensioni crescono solo con un'abitudine costante di richiesta.
Riflessioni finali
Farsi trovare "vicino a te" richiede soprattutto ordine e costanza: un profilo verificato e completo, dati uguali ovunque, recensioni chieste in modo corretto, un sito che spiega bene chi siete e una comunicazione che rispetta le regole della professione. Sono attività che si possono avviare in poche settimane e che vanno poi mantenute nel tempo.
Se preferisci non occupartene da solo, con GenV seguiamo la presenza digitale di cliniche, ambulatori e attività pet, dal profilo Google alle recensioni fino al sito. Puoi scriverci a info@genvmarketing.com per parlarne.
Domande frequenti
Come faccio ad apparire su Google Maps?
Devi creare o rivendicare il profilo dell'attività su Google, gratuitamente, e completarne la verifica. Dopo la verifica conviene compilare tutte le informazioni, a partire da categoria, orari, foto e servizi, perché la completezza è uno dei consigli ufficiali per migliorare il posizionamento locale.
Perché la mia attività non compare su Google?
Le cause più comuni sono un profilo non verificato, informazioni incomplete o una sospensione per violazione delle linee guida, per esempio parole chiave nel nome. Va anche ricordato che la distanza è uno dei tre fattori di ranking, quindi chi cerca lontano dalla sede vedrà prima le attività più vicine a lui.
Come posso avere più recensioni su Google?
Chiedile a tutti i clienti, con regolarità, usando il link o il codice QR che Google fornisce nel profilo. Non offrire sconti o omaggi in cambio e non selezionare solo i clienti soddisfatti, perché sono pratiche vietate dalle norme di Google.
Si possono comprare recensioni o premiare chi le scrive?
No. Le norme di Google vietano le recensioni pagate o incentivate e il Codice del consumo considera ingannevole far pubblicare recensioni false per promuovere la propria attività.
Quanto tempo ci vuole per la SEO locale?
La verifica del profilo può richiedere fino a cinque giorni lavorativi, mentre per il sito Google parla di tempi che vanno da poche ore a diversi mesi. Per questo è opportuno aspettare alcune settimane prima di valutare i risultati.
Come rispondere a una recensione negativa da veterinario?
Rispondi in modo breve e cortese, senza confermare che l'animale sia stato visitato e senza citare diagnosi o cure, nel rispetto del segreto professionale. Invita la persona a contattare la struttura in privato per chiarire.
Devo essere anche su Apple Maps e Bing?
È consigliabile, perché entrambi i servizi sono gratuiti e raggiungono persone che non usano Google Maps. Bing Places permette di importare i dati da Google, e Apple Business consente di gestire la scheda che compare su Mappe e nelle altre app Apple.
⚠️ Nota: questo articolo ha finalità informative e non sostituisce una consulenza legale o deontologica. Per i casi specifici è opportuno rivolgersi al proprio Ordine o a un professionista.
Fonti